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di Francesca Colletti
Era un mercoledì il 25 aprile del 1945, i partigiani e i civili insorti contro i nazifascisti avevano già liberato Bologna, Venezia e Genova prima dell’arrivo degli Alleati. Quel mercoledì fu la volta di Milano e l’insurrezione nella città è diventata il simbolo del grido di liberazione dopo una guerra devastante. Per non dimenticare quei giorni tragici, sanguinari ma straordinari che chiusero l’epoca fascista e la Seconda Guerra Mondiale, sono state scritte pagine e pagine di saggi, memoir, romanzi. Eccone 10 che raccontano gli eroismi, la Resistenza e la lotta partigiana, ma anche il sangue versato e le stragi di una guerra civile combattuta in nome della libertà.
“Persone, luoghi, avvenimenti, parole riferiti in questo diario sono veri, non si tratta di una ricostruzione romanzesca”. Il Diario di una vita che diventa opera letteraria, quello di Giovanna Zangrandi, pseudonimo di Alma Bevilacqua (1910-1988), la professoressa di scienze che divenne staffetta partigiana partecipando alla lotta di liberazione.
Una trama complessa, una storia partigiana che arriva fino ai nostri giorni e che delinea le contraddizioni italiane. Cazzullo s’ispira e omaggia Fenoglio nel delineare la figura dello scrittore protagonista Amilcare Braida. Amilcare era infatti il nome del padre di Fenoglio, Braida è il protagonista de La Malora. E c’è anche il protagonista de Il partigiano Johnny.
I frenetici giorni di Milano: la città insorge, spinge verso il lago di Como Mussolini fuggiasco e poi ne viola il cadavere in piazzale Loreto. Milano che accoglie i partigiani della brigata Garibaldi e quella violenta, che si prepara a vendicare i troppi morti della guerra e dell’occupazione nazista.
“Risalendo il fiume ho trovato la brigata Giustizia e Libertà, allora sono andato con loro e questi per me sono incontri indimenticabili”. Curato da Loris Mazzetti, fidato collaboratore di Biagi, questo memoriale contiene gli scritti del giornale Patrioti, di cui il giornalista fu direttore, e raccoglie i ricordi di quei mesi trascorsi insieme ai partigiani fino allo storico annuncio radiofonico della liberazione di Bologna.
Al centro del saggio di Chiarini, docente di storia moderna alla Statale di Milano, c’è la memoria della Resistenza. Una memoria del 25 aprile divisa non solo tra fascismo e antifascismo ma anche tra una “memoria rossa” (delle sinistre) e una “memoria grigia” (della DC).
“È bene che si sappia cosa sia stata la Resistenza: non il mito di cui parlano i revisionisti, ma la rivelazione di ciò che un popolo può fare quando prende il destino del paese nelle sua mani”. Nel libro che Bocca ha scritto nel 1945 c’è già l’analisi sottile del futuro giornalista che racconta vicende storiche in diretta, vivendole in prima persona.
Le memorie di Tompkins, agente dell’OSS (la futura Cia). Le contraddizioni, i conflitti intestini e la spregiudicatezza dei servizi segreti americani e inglesi, intenzionati a concludere la Campagna d’ Italia al minor prezzo possibile per poi affrontare la guerra fredda.
Il volto meno glorioso e truce della Liberazione, quello dimenticato dai resoconti ufficiali degli Alleati. Di Fiore dedica il suo libro ai paesi della Ciociaria, prima vessati dai tedeschi, poi bombardati dagli americani e infine liberati dai soldati marocchini del contingente francese. Per il coraggio dimostrato nello sfondare la linea Gustav, i marocchini ebbero in premio tre giorni di impunità: saccheggiarono le case e stuprarono donne e ragazzi. “Siamo stati liberati, sì. Ma anche calpestati, uccisi, violentati.”
Il racconto degli ultimi giorni della resistenza a Roma, della fine della guerra e delle illusioni d’amore di Ida, arrivata dalla Sardegna nella capitale nel 1938 e entrata nella resistenza perché “l’antifascismo è per natura”. Un esordio, quello della Soriga, che lascia il segno.
Più volte Pansa, riferendosi al caos che fu l’Italia dopo il 25 aprile, disse che ciò che raccontava “era nulla rispetto a quello che avvenne nel cuore dell’Emilia “rossa”, nel triangolo tra Parma Reggio e Modena”. Il romanzo racconta tutto questo e documenta la serie di stragi e omicidi consumati in quella “guerra civile” che si combatté dopo il crollo del Nazifascismo.
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