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Primo romanzo di Sofi Oksanen, Le vacche di Stalin parla di tre generazione di donne: Anna, la figlia, Kathariina, la madre e Sofia, la nonna. È una storia che racconta una saga famigliare e che dipinge la storia e i rapporti complessi che intercorrevano tra i paesi dell'Europa Occidentale e quelli dell'ex blocco sovietico. Si parla anche di immigrazione, di come ci si sente nell'essere cittadini di secondo livello, nell'essere considerati cittadini inferiori, nel paese in cui ci si ritrova a dover vivere. La storia è ambientata nell'Estonia sovietica, ma anche in Finlandia e si passa continuamente dal mondo occidentale al mondo sovietico, tanto che si può quindi dire che il romanzo oscilla sul bordo della cortina di ferro.
Sofi Oksanen è considerata l'astro emergente della scrittura finlandese e il suo romanzo mescola storia e autobiografia.
Valeria Merlini
La voce narrante di questo romanzo è Anna, vent'anni appena, che vive in Finlandia e porta dentro di sé i segni drammatici della Storia che passa sugli uomini e sulle donne e li stritola, incurante. Anna è di padre finlandese e di madre estone. Katariina, questo il nome della madre, ha sposato, infatti, come tante sue conterranee, un finlandese soprattutto per sfuggire al regime sovietico, e Anna fin dall'infanzia si è vista obbligata a negare le proprie origini estoni, la parte di sé che sente più vera, soprattutto per il ricordo della nonna Sofia e delle vacanze trascorse con lei. E il male di vivere che la distrugge si traduce per Anna in una divorante anoressia...
Generi Romanzi e Letterature » Romanzi stranieri
Editore Guanda
Collana Narratori della Fenice
Formato Brossura
Pubblicato 14/03/2012
Pagine 484
Lingua Italiano
Titolo Originale Stalinin lehmät
Lingua Originale Finlandese
ISBN-13 9788860887610
Traduttore N. Rainò
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