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È notte, l'orfanotrofio è immerso nel sonno. Tutte le ragazze dormono, tranne una. Si chiama Cecilia, ha sedici anni. Di giorno suona il violino in chiesa, dietro la fitta grata che impedisce ai fedeli di vedere il volto delle giovani musiciste. Di notte si sente perduta nel buio fondale della solitudine piú assoluta. Ogni notte Cecilia si alza di nascosto e raggiunge il suo posto segreto: scrive alla persona piú intima e piú lontana, la madre che l'ha abbandonata. "Ma sono lettere, queste? A me sembrano un abbraccio che si sporge alla finestra su un cortile vuoto, sono calci e pugni dati alla cieca, per aria, in solitudine". La musica per lei è un'abitudine come tante, un opaco ripetersi di note. Dall'alto del poggiolo sospeso in cui si trova relegata a suonare, pensa "lo non sono affatto sicura che la musica si innalzi, che si elevi. Io credo che la musica cada. Noi la versiamo sulle teste di chi viene ad ascoltarci". Cosí passa la vita all'Ospedale della Pietà di Venezia, dove le giovani orfane scoprono le sconfinate possibilità dell'arte eppure vivono rinchiuse, strette entro i limiti del decoro e della rigida suddivisione dei ruoli. Ma un giorno le cose cominciano a cambiare, prima impercettibilmente, poi con forza sempre piú incontenibile, quando arriva un nuovo compositore e insegnante di violino. È un giovane sacerdote, ha il naso grosso e i capelli colore del rame. Si chiama Antonio Vivaldi. Grazie al rapporto conflittuale con la sua musica, Cecilia troverà una sua strada nella vita, compiendo un gesto inaspettato di autonomia e insubordinazione.
Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani
Editore Einaudi
Collana Supercoralli
Formato Rilegato
Pubblicato 20/10/2008
Pagine 144
Lingua Italiano
ISBN-13 9788806171247
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Anonimo - 16/11/2010 16:06
Stile ricercato, epistolare, introspettivo e a tratti rabbioso. L'ho apprezzato tantissimo. Uno Strega meritato.
Anonimo - 24/12/2009 16:35
Condivido pienamente il giudizio. Anche io non saprei trovare parole differenti dal commento già lasciato. Rimane un buon libro che merita di esser letto.
Anonimo - 24/08/2009 14:31
Sto leggendo questo libro molto particolare, e mi affascina: mi affascina l'idea di una storia così, che mi ha portato dentro un mondo che ignoravo, e mi stupisce piacevolmente che un uomo riesca a parlare di emozioni tutte femminili in modo così intenso! Mi pare molto scorretto scrivere: "che brutto", ognuno ha i suoi gusti, al massimo si puo' dire: "a me non è piaciuto".
Anonimo - 15/08/2009 11:27
Accidenti, che brutto libro!!
Anonimo - 09/08/2009 16:35
uno stile nuovo, un pò azzardato che, sul finale ,non delude. partenza abbastanza stentata che ,nella prima metà,induce a lasciar perdere. fondamentale la nota finale che aiuta a comprendere l'intera stesura e regala al lettore quella punta di soddisfazione che soltanto un buon libro può offire.