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Prendere il taxi non sarà più la stessa cosa. Sappiatelo. Se prima erano delle mosche bianche, ora i nostri fidati autisti che si mettono a scrivere "su di noi", mondo pittoresco e indubbiamente ricco di spunti, iniziano a spuntare nel panorama editoriale. Attenti dunque, perché ci osservano, ci studiano, ci ascoltano e poi registrano.
Come Giovanni Ubezio, tassista milanese, che durante le attese tra una corsa e l'altra ha impresso le sue parole (che ci riguardano, ricordatevelo bene) su un registratore. Appoggiato al suo fianco, lui è lì sempre pronto e fedele. Noi seduti dietro, ignari di quello che accadrà una volta pagata la corsa. Mentre i suoi colleghi leggono i quotidiani, prendono un caffé, lui prende diligentemente appunti sul cliente che è appena sceso. E i risultati sono spiazzanti, uno specchio su una fetta della nostra quotidianità attraverso racconti spiazzanti, divertenti, profondi.
Il cane che mi guardava e altri racconti del taxista è il suo primo libro. Il cane che mi guardava è il titolo del suo primo racconto. Da lì in poi sarà impossibile fermarsi.
Valeria Merlini
Giovanni Ubezio non è uno scrittore professionista: svolge il mestiere di taxista a Milano. Tuttavia è autore di racconti: spiazzanti, divertenti, profondi, sorprendenti. Scrive grazie a una sorta di dittafono, seduto in auto, durante le pause ai posteggi, mentre i suoi colleghi leggono il giornate o chiacchierano. "Descrizione di una giornata qualunque", "Discorsi aziendali", "Le donne del centro", "Centro stomatologico" sono alcune delle ventisette suite in cui incontriamo passeggeri bizzarri, apparentemente banali o segretamente visionari, talvolta enigmatici - un corteo di creature viventi migrate sulla pagina scritta con esistenze quotidiane e normalissime, fatte di dolore sottile e di piccole illuminazioni, che i romanzi spesso trascurano. Giovanni Ubezio sa descriverle con uno stile limpido e potente, intrecciando dialoghi commoventi, folgoranti o esilaranti sullo sfondo di scenari metropolitani. La parola prende forma come se stesse riprendendo un discorso lasciato a metà e, dalla primitiva e suggestiva oralità, si materializza sulla pagina diventando racconto originale e unico. E una narrazione fuori dal tempo, abbandonata agli incontri più incongrui, casuali e sorprendenti, in cui l'episodio e la riflessione appaiono, per poi dissolversi, scomparire. La scrittura scarna, minimale, controllatissima non offre distrazioni o trasfigurazioni, e inchioda il lettore alle vicende del taxista e dei suoi personaggi.
Generi Romanzi e Letterature » Racconti e antologie letterarie » Romanzi italiani
Editore Il Saggiatore
Collana Narrativa
Formato Brossura
Pubblicato 14/03/2012
Pagine 190
Lingua Italiano
ISBN-13 9788842817857
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