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di Andrea Tognasca
Invitiamo a cena qualcuno conosciuto da poco e una sottile ansia comincia a lambirci ogni pensiero: la casa sarà in ordine? Allora, con le pentole sul fuoco, comincia un'isterica rincorsa al rassetto, una sorta di maquillage d’arredo che trasformi la nostra casa nello showroom di una vita ordinata e serena. Alcuni cercano di ricordare nozioni di feng shui apprese a casaccio, altri più intraprendenti ci danno dentro con lo sgrassatore. Poi finalmente la casa è pronta: un bel sorriso e si va in scena. Ma ecco l’imprevisto: l’ospite, sbrigati i convenevoli, comincia ad aggirarsi davanti alla nostra libreria, ogni tanto si fa più vicino e osserva meglio un titolo. Infine si volta. E gli appariamo nudi. Sì, i nostri libri gli hanno detto tutto di noi, poco conta che la nostra casa sia uno specchio, lui sa tutto. Quindi perché non riordinare insieme alle stanze anche la libreria? Proverò a suggerirvi dieci titoli da mettere in bella vista, che li abbiate letti o meno, per fare un figurone con i vostri ospiti. I classici sono ben accetti, meglio tuttavia non esagerare. Con tutte le strategiche omissioni del caso, ecco la mia Piccola Biblioteca dell’Apparenza.
1. Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa Hanta lavora a una pressa meccanica trasformando libri destinati al macero in cubi compatti. Per ingannare la routine beve birra, sempre, e salva, talvolta, qualche libro dalla distruzione. Dopo trent’anni i volumi gli hanno invaso la casa e le parole dei libri gli hanno sporcato l’anima come il loro inchiostro le dita: “contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono miei e provengono da me e quali li ho letti”. Un potente omaggio a tutti coloro che amano smarrirsi fra le pagine dei libri tanto da faticare a distinguere la realtà dalle fantasticherie. Meno noto di Ho servito il Re d’Inghilterra, un’altra sorpresa di una delle voci più alte della letteratura europea di questo secolo.
2. Thomas Mann, La montagna incantata Mai andare dal medico per qualche colpo di tosse, lo sa bene il giovane ingegnere Hans Castorp, protagonista del romanzo. In visita a un amico ricoverato in un sanatorio Svizzero, già che c’è si fa dare una auscultatina: leggera infezione bronchiale. Gli viene consigliato di restare in sanatorio per qualche giorno. Passano sette anni e l’ingegnere è ancora lì. Una stesura di dodici anni per un capolavoro assoluto. Grandissimo ritratto della borghesia europea alla vigilia della Prima Guerra Mondiale.
3. Saul Bellow, Herzog È tempo di bilanci per il povero Moses Herzog, scrittore in crisi, uscito a pezzi dal secondo divorzio. Si sente tradito da tutto, da sé, dall’amore, dal lavoro, persino dalla filosofia e urla la propria feroce delusione dentro centinaia di lettere indirizzate ad amici, familiari, estranei, personaggi famosi, vivi, morti e perfino Dio. Lettere che non verranno mai spedite, testimoni d’inchiostro di un’esistenza senza successi. Ma forse grazie alla scrittura, il piccolo ebreo di mezza età scoprirà la sua identità più sincera e riuscirà ad accettarsi. Opera dagli spunti apertamente autobiografici, è considerato il vertice dell’opera del premio Nobel Saul Bellow.
4. Fedor Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo Invidio chi non ha letto tutto Dostoevskij perché so i piaceri che lo aspettano quando deciderà di farlo. Non c’è opera sua che non si collochi ai vertici della Letteratura di ogni tempo. Per rendere però meno scontata la nostra Piccola Libreria dell’Apparenza scegliamo, tra i suoi capolavori, l’implacabile vivisezione del cuore e della mente di un quarantenne, “un mascalzone, il più abietto, il più ridicolo, il più dappoco, il più stupido, il più invidioso di tutti i vermi della terra.” Un racconto inarrivabile dal luogo più buio dell’esistenza. L’impressione è, sempre, che Dostoevskij abbia inventato “l’uomo moderno” già due secoli fa.
5. Thomas Bernhard,turbamento Il libro che quarantacinque anni fa regalò la meritata fama al suo autore. Da quel momento Bernhard impose il suo nome fra quelli dei più grandi scrittori austriaci del secolo. Qui si racconta di un studente, giovane e idealista, che decide di seguire il padre medico nelle sue abituali visite ai pazienti. L’incipit fiabesco lascia lentamente il posto all'inferno in terra. Se non avete mai letto Bernhard aspettatevi di essere travolti da una scrittura febbrile. Alla fine si resta esausti, ma paghi di aver preso parte a un’impresa.
6. James Joyce, Gente di Dublino Facile sarebbe esporre l’Ulisse, monumentale capolavoro del dublinese. Meglio “ripiegare” sulla altrettanto nota raccolta di racconti. Collezione di momenti di vita quotidiana di alcuni abitanti della capitale irlandese. Situazioni ordinarie di gente comune la cui vita viene d’improvviso trafitta da un'intuizione, un’epifania per dirla con l’autore, capace di spingerli a riconsiderare l’intera esistenza. Perfetto e commovente, magistrale lezione nell’arte del racconto breve.
7. I racconti di Franz Kafka Autore di culto, l’ombroso praghese pubblicò poco in vita. Il suo talento unico, la personalissima visione del mondo e dei rapporti umani videro la luce solo dopo la sua scomparsa. La potenza dei suoi scritti, il loro peso allegorico, hanno creato addirittura l’aggettivo "kafkiano" per descrivere una situazione allucinata, incomprensibile e opprimente. I racconti sono fulminanti e eloquenti di tutto il mondo letterario dell’autore. Basti citare La metamorfosi capolavoro di cui anche i sordi han sentito parlare.
8. Jorge L. Borges, L'Aleph Quando penso a Borges mi viene in mente il mercurio, se cerchi di afferrarlo scorre via e si divide in tante parti. Così è Borges, impossibile chiuderlo in una definizione. Diciassette brevi racconti in cui sono raccolti i temi prediletti dallo scrittore. Poesia in forma di narrazione, dove l’onirico si sposa al pathos e flirta con il soprannaturale, la follia, l’eternità e la memoria. L’argentino sempre in equilibrio tra armonia e caos, cantore dell’unicità irripetibile di ogni singolo individuo.
9. Carlo Emilio Gadda, La cognizione del dolore Qui il “pasticciaccio” non è in via Merulana ma nell’animo del protagonista. L’autore, mescolando tragico e comico, alto e basso, satirico e grottesco ci restituisce tutta la confusione, il travaglio, la baruffa del “fenomenico mondo” da cui il protagonista si è esiliato con la sola compagnia dell’anziana madre. Ambientato nell’immaginaria regione del Maradagàl, tanto simile alla Brianza dell’autore, appena dopo una sanguinosa guerra che ha lasciato il Paese in mano a forze che assomigliano tanto a un regime amante della camicia nera. Davanti alle opere di Gadda di rado la bocca del lettore sorride, sempre però resta spalancata per la meraviglia.
10. Ludovico Ariosto, Orlando Furioso Questo libro dovrebbe essere per ogni buon lettore ciò che il Vecchio Testamento è per ogni buon cristiano, solo un tantinello più divertente. Poema cavalleresco in cui si raccontano i viaggi e le peripezie di Orlando all’inseguimento della bella Angelica spinto da un amore così totalizzante che finirà per renderlo pazzo. Un intreccio di molte vicende e infiniti personaggi che Ariosto ordisce con ineguagliabile talento narrativo. Imprescindibile.
A voi ora suggerire un titolo dalla vostra personale Piccola Biblioteca dell'Apparenza. Chi ci darà il consiglio più intrigante riceverà in dono un bellissimo libro (quale? sorpresa!) da esibire sugli scaffali ai prossimi ospiti, lasciandoli stupefatti dal vostro buongusto...
Aggiornamento: Il gioco è finito. Ci abbiamo pensato parecchio ma dopo lunghe consultazioni ci sembra che il regalo debba andare proprio alla commentatrice Veronica Trovato che contatteremo in privato per spedirle un bellissimo libro di cui andar fiera e da leggere e rileggere. E' "Herzog", di Saul Bellow. Ma grazie a tutti gli altri, siete una miniera di buoni consigli. :)
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