Per raccontare l'opera di Philip Roth, uno dei massimi esponenti della letteratura mondiale abbiamo chiesto una mano a un suo grande appassionato: Antonio D'Orrico, il critico letterario del Corriere della Sera. D'Orrico ci ha risposto al telefono, e ci ha parlato del suo Philip Roth.
Roth, il più grande scrittore vivente "Philip Roth è il più grande scrittore vivente al mondo. Un grande scrittore è tale per le cose che dice e per come le dice, per la quantità di realtà che riesce a raccontare, per la quantità di immaginazione e fantasia che riesce a esprimere. Per quanto riesce a spiegare del mondo e per quanto mistero del mondo riesce a far arrivare fino a noi."
Il gioco della finzione e della realtà "Roth nasce come un grande scrittore ribelle. I suoi romanzi sono sempre autobiografici, e non lo sono mai. Uno dei grandi giochi della sua narrazione è di raccontare se stesso e inventare se stesso. Possiamo pensare che tutto quello che lui racconta sia riferito alla sua esperienza esistenziale, alla sua vita, alle sue parentele, ma allo stesso tempo questo gioco ci dice che la sua autobiografia è in realtà falsa. Proprio per questo si immedesima quasi sempre nel suo alter ego Nathan Zuckerman. C'è un libro importante per capirlo: I fatti. Dopo aver scritto le sue autobiografie romanzate, in questo libro Roth dichiara di voler raccontare solo la verità su se stesso. In realtà questo sembra il libro più finto di Roth. E' il gioco continuo tra finzione e realtà che riguarda anche tutta la storia della cultura novecentesca”.
La due fasi della scrittura di Roth “Distinguerei due grandi periodi. Il primo periodo è il periodo del figlio, della ribellione e della disobbedienza, con una forte componente adolescenziale e giovanile. Roth si ribella ai genitori, alla tradizione ebraica, all'autorità, alla società e al mondo in cui vive. E' una ribellione sessuale (Roth è tra le altre cose anche un grande scrittore di sesso) contro l'ipocrisia, il conformismo, l'educazione perbenistica. Questa parte di scrittura del figlio comprende i primi romanzi, da Goodbye, Columbus a Lamento di Portnoy fino allaTrilogia di Zuckerman. In questa fase Roth è anche uno scrittore molto comico, satirico e irriverente. Non bisogna mai fare l'errore di non pensare che un grandissimo scrittore non debba e non possa anche far ridere, oltre a far piangere e far pensare. Questo periodo finisce con un romanzo "nudo", che non ha ornamenti, arredamenti, maschere, vestiti. Si tratta di Patrimonio. In questo libro Roth si presenta come l'essenza di se stesso. E' l'essenza di un dolore. Patrimonio racconta la morte del padre. Con questa storia, dal dolore quasi insopportabile e dalla bellezza straziante, Roth si congeda da se stesso figlio e diventa il secondo Roth, quello vero, quello di Pastorale americana e di Il teatro di Sabbath. In questo libro in particolare, Roth, che non ha avuto figli, diventa padre, e racconta l'America dalla parte dei padri. I narratori sono personaggi molto saggi, molto onesti e leali. Vedono il disastro del mondo, il dolore, gli errori e il male. In questa trasformazione da figlio a padre c'è una trasformazione tecnica molto importante: Roth, che era il narratore, la voce narrante, diventa l'ascoltatore. Attraverso Zuckerman, il suo alter ego, diventa una persona che ascolta il racconto di un'altra." Le frasi di Roth per capire Roth "Alcune frasi di libri di Roth sono molto importanti per capire lui stesso. Ad esempio, una frase che ricordo spesso, tratta da Lamento di Portnoy:
«Ciò che noto per prima cosa in un paesaggio non è la flora, è la fauna»
Quello che interessa a Roth è raccontare le persone.
Un altro brano fondamentale per capire Roth è questo, tratto da La macchia umana:
«Noi lasciamo una macchia, lasciamo una traccia, lasciamo la nostra impronta. Impurità, crudeltà. Abuso, errore, escremento, seme: non c’è altro mezzo per essere qui. Nulla a che fare con la disobbedienza. Nulla a che fare con la grazia, la salvezza o la redenzione».
E' un pezzo terribile, ma è l'essenza dell'uomo: che cosa rimarrà dell'uomo tra mille, duemila anni? Noi avremo lasciato su questa tera solo una macchia organica. Si tratta del testamento di Roth, la sua testimonianza finale, e riguarda la presenza degli uomini e delle donne sul pianeta terra.”
Philip Roth per principianti: 3 libri da leggere per conoscerlo
"1. Il Lamento di Portnoy: il suo primo, enorme successo. Il primo libro in cui Roth inizia il suo gioco di autobiografia e finzione, e da cui bisogna assolutamente iniziare per conoscere questo autore.
2.Patrimonio: il libro che segna il passaggio di scrittura dal primo al secondo Roth. Una storia dolorosissima, quella della morte del padre, attraverso la quale Roth si congeda da se stesso figlio e diventa il Roth maturo di pastorale americana.
3. La macchia umana: la storia di un professore che viene accusato di razzismo secondo le norme del "politicamente corretto". Un libro fondamentale, per conoscere Roth e il significato che attribuisce all'esistenza umana."
Antonio D'Orrico, giornalista, scrittore e critico letterario, è una delle firme più schiette e irriverenti del Corriere della Sera. Nel 2010 ha pubblicato per Mondadori il romanzoCome vendere un milione di copie e vivere felici.